14/06/5018
Il parquet su misura per la casa dei nostri sogni
Immaginiamo la casa dei nostri sogni: una villa antica immersa in un paesaggio da sogno.
La committenza, assolutamente soddisfatta per il lavoro fin lì svolto da un artigiano della zona, relativamente alla realizzazione degli arredi, incarica l’artigiano di costruire anche il parquet della villa.
Un parquet di pregio dove, la cura dei dettagli unita ad un disegno unico ricavato da tavole antiche, sia adeguata ed esalti l’importanza dell’abitazione.
“E qual è il problema? Certo! In fin dei conti, faccio sto mestiere da sempre... So realizzare tutti i prodotti da falegnameria: cucine, tavoli, sedie e… perché no, anche il parquet!”
Non volendo annoiare i lettori, si fanno presente solo alcuni dati significativi.
Parquet “quadrotto” stratificato a 3 strati avente dimensioni: 1200x1200 (!) x 17 mm (cartella nobile da 5 mm, 8 mm di strato intermedio in listellare di abete, 4 mm di strato di contro-bilanciatura in abete).
La tipologia di impianto di riscaldamento: radiante a pavimento.
Ubicazione della villa: Nord Italia.
Il risultato è bellissimo! Un parquet dove, il disegno ottenuto sul quadrotto partendo da tavole di noce nazionale, celebra l’arte del saper lavorare. E quindi? Dove sta il problema?
UNA VOLTA POSATO IL PARQUET SI DISANCORA COMPLETAMENTE DAL SOTTOFONDO. UNA CONCAVITÀ DOVE, LA FRECCIA MASSIMA, RAGGIUNGE I 4,5 CM (!)
Che fare? Un disastro! Va tolto tutto! Non un solo elemento può essere recuperato.
E i committenti? Disorientati, increduli. Ma come? L’artigiano è stato perfetto in tutto: cucina, porte, tavolo, sedie. Possibile che proprio con la realizzazione del parquet sia andato storto qualcosa?
Obiettivamente, al di là del dispiacere nel vedere un così bel prodotto completamente inutilizzabile, si “respirava” una certa titubanza (assolutamente comprensibile) nel rifare i quadrotti e riposarli. Le considerazioni (lecite) erano: e se risuccede? Non possiamo permetterci di rifare lo stesso errore. Ad un certo punto la scelta (seppur sofferta) era stata di cambiare materiale: PIASTRELLE!
Dopo un fisiologico e doveroso periodo di riflessione, comunque “innamorata” dell’effetto del legno nei saloni della villa, la committenza decide di ridiscutere la scelta di cambiare materiale.
Affida l’incarico allo Studio Perissinotto Perizie, non tanto per “piantare” una causa nei confronti dell’artigiano, quanto per ragionare sui “margini di manovra” e “tendere allo zero” per quanto riguarda i rischi che il problema si ripeta (persone nobili! Altri al posto loro, vista l’entità del danno, procedendo per vie legali avrebbero fatto chiudere il falegname).
Per farla breve, a distanza di mesi, partendo dall’analisi del progetto dei quadrotti, per concludere con l’analisi del processo produttivo (ricordo: piccola bottega artigiana), il risultato è un bellissimo parquet (lo era anche prima!), stabile e saldamente ancorato al sottofondo.
E’ un tipico caso dove la richiesta di realizzare un parquet “su commessa” ha visto coinvolta una maestranza che si occupa di legno “da sempre”.
Se da un punto di vista estetico, l’artigianalità e la bravura nelle lavorazioni è stata a dir poco strabiliante, è altrettanto palese che gli effetti negativi che si sono manifestati a posteriori sulla pavimentazione sono stati devastanti.
Per concludere, l’importanza dell’analisi delle variabili legate alle pavimentazioni in legno, sono fondamentali!